Le rondini

Le rondini tracciano cerchi,
incrociano la lunga linea immacolata
di un aeroplano, colmo di gente assonnata,
inventano leggere danze tra case negre
nei cieli aperti e incontrastati, stridono allegre
stordendo moscerini incoscienti
fuggiti dal fresco di case accoglienti.

Le rondini tornano e raccontano
le caldi giornate dell’Africa inesplorata
dei deserti, della savana ruvida e dorata,
ingannano il cielo, le nubi ed il sole,
si muovono leste, disegnando antiche parole
suggerite da poeti che al loro passaggio
scoprivano il capo in saluto, a voi – regine di maggio.

Entra lentamente

Entra lentamente
mentre il buio si colora,
infrange come vetro i ricordi,
ladro di sogni,
irride il sottile gioco dell’inconscio.
ogni traccia d’incanto svanisce.
Cento colori
aspettano impazienti
i tuoi gesti sicuri e lenti.
Essenze appena evaporate
richiamano alla memoria
indimenticabili giorni addormentati,
non c’è posto che non ricordi
anche il più piccolo bacio
mentre sulla bocca sfiorano
ancora, sapori dolci di parole.
Fuori, il sole la tela ricolora
e finché riaffioreranno labili
ricordi e immagini lontane,
ruberà alla mente
ogni notte di passione
assieme vissuta.

La bellezza ha il tuo nome

La bellezza ha il tuo nome,
e l’incantesimo i tuoi occhi,
nel mistero del tuo sorriso,
nascondi le fiamme ed il paradiso,
sei l’istante e l’eterno assieme,
nel profondo delle tue pupille,
immersi, come in un abisso,
e adagiati nei fondali limpidi,
oceano é la tua anima,
mentre traspare la luce del sole,
tra le mille scintille che bruciano il cuore.

La bellezza ha il tuo nome,
il mistero il tuo sorriso.

Lei_Lui

Il fieno ed il tuo viso

Il fieno biondo ed il tuo viso,
lo sguardo abbandonato
tra i colli e l’infinito,
s’adagia sull’oro, sfinito
il cielo appena velato,
lieve è il tuo sorriso.

Lo sguardo, si perde un istante,
tra l’onde di terra dorata,
una brezza mite s’aggroviglia,
beltà tua fusa, in questa meraviglia.
alla tua sottile veste fiorita,
e agli aromi d’un mare distante. 

Un fuoco

Un fuoco
d’ogni dolore,
delle pagine bianche
delle parole non dette,
fuoco d’ogni giorno
con te vissuto,
delle ore accese o stanche
delle notti belle o maledette.

Un fuoco
d’ogni felice momento,
delle pagine scure
d’ogni cosa che rassicura,
fuoco d’ogni minuto
per te vissuto,
delle estati giovani o mature
d’ogni sguardo, di gioia o paura.

Un fuoco,
del tuo nome,
nella mia mente, del sapore
della tua bocca e della tua pelle
fuoco d’ogni ricordo
del tuo seno, dei tuoi baci,
del tuo nascosto e segreto odore
dell’amore tuo, al mio ormai ribelle.

Un fuoco,
dell’immagine dei tuoi fianchi
dell’ancheggiare sciolto,
del passo tuo breve ed agile,
fuoco d’ogni trasporto
d’ogni passione, che nasce e muore,
ed in noi ha seminato e raccolto
passione, assieme forte e fragile.

Parole vuote

Ti ho vista arrivare,
sembravi ancor più piccola,
nel troppo grande
e lungo giubbotto,
mal assortito ad una
grossolana gonna,
in una parvenza d’eleganza.

Lunghi i tuoi capelli
neri e lunghi,
circondavano il tuo volto
pallido ed emaciato,
sorridevi appena il viso segnato,
dov’è la svolta della vita?
Nei tuoi occhi, non c’è gioia
o forse l’hai appena perduta

E mentre parli
con amici, in realtà dimenticati,
la tua voce smarrita,
cerca futili argomenti,
intorno a noi
la strada e le mura di casa,
dove chiusi giacciono i ricordi,
che ci scrutano sgomenti.

E mentre parli,
guardo il portone,
e mille immagini di te,
varcano la sua soglia,
tu gioiosa, triste, o assonnata,
e nessuna di esse, alla donna
che ho di fronte assomiglia.

E non posso credere,
che tutto questo possa esserti
indifferente,
la strada e le mura di casa
dove ancora vibrano i suoni
delle nostre risa, e le lacrime,
che ancora inondano il presente.

Ti ho vista arrivare

Ti ho vista arrivare,
sembravi ancor più piccola,
nel troppo grande
e lungo giubbotto,
mal assortito ad una
grossolana gonna,
in una parvenza d’eleganza.

Lunghi i tuoi capelli
neri e lunghi,
circondavano il tuo volto
pallido ed emaciato,
sorridevi appena il viso segnato,
dov’è la svolta della vita?
Nei tuoi occhi, non c’è gioia
o forse l’hai appena perduta

E mentre parli
con amici, in realtà dimenticati,
la tua voce smarrita,
cerca futili argomenti,
intorno a noi
la strada e le mura di casa,
dove chiusi giacciono i ricordi,
che ci scrutano sgomenti.

E mentre parli,
guardo il portone,
e mille immagini di te,
varcano la sua soglia,
tu gioiosa, triste, o assonnata,
e nessuna di esse, alla donna
che ho di fronte assomiglia.

E non posso credere,
che tutto questo possa esserti
indifferente,
la strada e le mura di casa
dove ancora vibrano i suoni
delle nostre risa, e le lacrime,
che ancora inondano il presente.

Quando partorirai

Quando partorirai,
il dolore soffocherà
la tua vista,
e, nella nebbia dei
pensieri,
tra le carni lacerate
ed il pianto d’un piccino,
accecato da una luce,
a lui oscura.

Forse, ricorderai il mio viso,
o l’accenno di un mio
spento o festoso sorriso,
forse scorreranno,
come foglie secche
sull’acqua del fiume,
immagini di me,
del mio futile desiderio
di dividere con te,
un tale prodigioso momento,

Forse, una voce lontana,
o un azzurro bagliore
riflesso nelle lenti
di qualche uomo
di verde vestito
ti rammenteranno quanto,
nello sconsolato tentativo
ed inutile gioco della vita,
la mia, sia stata così poco
a te, assortita.

E se, si sciolsero i nodi,
e le catene cadendo
ruppero l’incantesimo,
non fu per colpa
di un amore mio perduto,
tanto vuota può sembrare,
adesso, l’esperienza
con te vissuta

ma per quel pianto,
ed il dolore che saranno
l’annuncio d’un sorriso
ed un morbido abbraccio.

Come se io non fossi
mai esistito.